sabato 1 giugno 2013

Taiwan, l'isola che non c'è e che non tutti possono vedere.(PRIMA PARTE)

Poco tempo fa un compagno di classe dei tempi delle elementari, e poi delle medie, mi ha contattato per chiedermi alcuni consigli sulla Cina, visto che sta programmando un viaggio post dottorato. Io ho risposto aggiungendo che sarebbe stato il benvenuto anche qui a Taiwan.
Passato un po' di tempo mi è arrivata un'altra e-mail in cui mi comunicava del conseguimento della laurea e dei progressi dei suoi piani, fra cui non è compresa Taiwan...perchè, dice lui (e sottolinea senza offesa), al mondo ci sono tanti posti meravigliosi da vedere...e Taiwan non sembra entusiasmante, in poche parole.

A mio parere Taiwan è uno dei posti più incredibili al mondo. E credo che la sua caratteristica più strabiliante sia proprio il fatto che se non la sai guardare ti potrebbe anche lasciare indifferente. Taiwan non ti sciocca. Un occidentale carico di aspettative, quando arriva in Asia si aspetta di essere scioccato, sopraffatto dalla diversità non solo dei volti, ma anche dei paesaggi, dell'architettura, insomma da una cultura dominante completamente lontana dalla propria. Si aspetta a volte di vedere povertà dilagante, o all'estremo opposto, tecnologie ultramoderne e futuristiche. Quindi il bravo turista prepara la sua bella macchina fotografica pronta per quegli scatti che catturano i segni particolari di quella o quell'altra cultura o nazione. Benissimo, niente di male, lo faccio anche io...e amo profondamente viaggiare e vedere la bellezza dei volti e nelle arichitetture più caratteristiche.
Per capirci, una delle differenze fondamentali quando un turista si approccia a Taiwan, è la predisposizione.
Normalmente un viaggiatore che la cui meta è un paese come l'India, la Cina, il Giappone, la Cambogia o la Tailandia e chi più ne ha più ne metta, è preparato, ha già un'immagine, un'idea di quello che vedrà e di come sarà.
E Taiwan? Che non è Tailandia, ma è proprio Taiwan? Di Taiwan chi ne sa niente? Forse la mia generazione si ricorda che prima che il Made in China diventasse un fenomeno dilagante, il Made in Taiwan era molto più che frequente. Ma più di questo? Qualche appassionato di storia che ha approfondito la parte  cinese sa della sua esistenza? Ma a parte questo, chi ne sa niente?
Anche se indubbiamente in questi anni io stessa ho notato un cambiamento per quanto riguarda la conoscenza di e su Taiwan nel mondo....non si puo' certo dire che se ne sappia molto. Se per caso poi se ne viene a conoscenza, si passa spesso attraverso informazioni fai da te dei vari turisti o espatriati, per la maggior parte di origine nord americana che, e questa volta sono io a dire senza offesa, non sempre hanno una visione di quest'isola...non so come dire...allora diciamo che la mia visione differisce molto dalla maggioranza, che le cose che apprezzo e vedo, non sempre sono le stesse..
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Se per gli altri paesi si parte con una scatola piena di riferimenti e un immaginario collettivo molto forte, quando si parte per Taiwan si ha con sè una scatola pressochè vuota, o quanto meno un po' incerta.

Partiamo da Taipei.

Zhongxiao fuxing (foto mia)

Taipei è una capitale, una capitale asiatica, la capitale di un'isola politicamente e storicamente molto controversa. L'area urbana di Taipei conta quasi 7 milioni di abitanti. Ma non sembra.
Taipei, non assomoglia a nessuna capitale al mondo, nemmeno a quelle asiatiche. Taipei alterna ai suoi palazzi moderni, delle palazzine brutte e relativamente nuove. Tra queste spuntano qua e là edifici in stile giapponese, risalenti appunto al periodo in cui era colonia del Giappone, e templi e tempietti di varie epoche e dimensioni. Il fatto è che a Taipei non si tirano giu' interi quartieri con dei progetti ben definiti di ricostruzione, Taipei è naive, segue un cammino tutto suo, cancella, ma non del tutto, innalza grattacieli, ma non troppi...per il resto segue testarda nella costruzione delle sue palazzine a 5 o 6 piani, grige, ma per lo piu' rivestite di piccole mattonelline rettangolari bianche  (come quelle che in Italia comunemente usiamo per i bagni) che ovviamente si sporcano in un batter d'occhio, lasciando trasparire una trasandatezza unica, che non ti permette di decifrare l'età effettiva del palazzo.



 Taipei, questa metropoli, non sembra una metropoli. Se non raramente, Taipei non è coperta da un cielo perennamente bianco. Taipei offre cieli sorprendenti, con cambi di luce affascinandi a seconda delle zone. Taipei non è circondata da montagne. Le montagne costellano l'intera città. Taipei non ha un centro. Taipei è Taipei tutta senza distinzioni, e dopo Taipei comincia la periferia. Taipei ha parchi e parchetti di tutti i generi e dimensioni, è un centro artistico e culturlae vivissimo, delicato,che non si vanta, e per questo rimane accessibile, A Taipei puoi fare la caccia al tesoro, e i tesori sono le caffetterie che hanno carattere, che spuntano a sorpresa, che mischiano design e altro...tante tantissime caffetterie con stile o stili, colorate e intime, dove i locali e i fortunati stranieri si fermano ore e ore a  studiare, lavorare e chiaccherare...Taipei è indubbiamente la capitale del caffè. Taipei ha un sistema di linee della metropolitana, che oltre ad essere eccezionalmente pulite e ordinate, sono anche funzionalissime, ma sopratutto solo parte di queste line viaggia sottoterra, il resto è sopraelevato. La parte sopraelevata della metroplitana di Taipei ti permette di goderti degli spettacoli unici, come l'autunno e le sue foglie malinconiche viste dall'alto, foglie di alberi che riempiono, imbottiscono un viale immenso in piena città.

 Stazione metro (sopraelevata) Linguang (foto mia)

Vista dalla stazione metro Linguang (foto mia)

Taipei ha le terme, ha fiumi e il mare, oltre alle montagne di cui ho già accennato. Ha coltivazioni rigogliose di tè a due passi e case da tè tradizionali che ti incantano. Ha  un sistema di autobus incredibilmente efficiente e comodo, ha la gente di Taipei, unica al mondo. Ha i mercati notturni di cui la gente di Taipei è molto orgogliosa..é una città che si estende in largo e non in altezza, l'altezza è dominio del 101, punto fermo, perno per l'orientamento. Taipei copia ma non scopiazza, prende spunto e interpreta, sperimenta. Affianca al brutto impertinente il bello e insaspettato, e funziona. Il tutto insieme funziona, se la si guarda in complesso funziona anche nelle sue brutture.

Finisco qui per il momento, ma è solo un accenno. Mi scuso per accenti e apostrofi e per tutti gli eventuali errori di battitura, alcuni sono dovuti ad una tastiera internazionale un po' impertinente, gli altri perchè sono scema ;).