giovedì 22 agosto 2013

E poi si riparte

Ci sono luoghi che procurano nostalgia, e questi luoghi ti seguono ovunque anche quando sei, stai e vivi in uno di questo luoghi, i tuoi pensieri si impregnano di altri luoghi ancora e tu sei sempre altrove, tendi all’altrove e vivi in un luogo di mezzo in attesa… l’attesa è il vero viaggio, la mente é potente e copre ogni cosa finché non arriva il concreto, il colore, l’aria, parole vuote e piene e così si prosegue, si cammina, si pedala, e non ci si ferma mai.
Sei fermo adesso, ti sei fermato con la mente e non riesci a proseguire, sei incappato in uno di quei gironi infiniti e infernali. Tutto il peso sulle spalle, un peso vuoto e insignificante, che ti incolla nel passato e nel futuro…noia su noia e tutto sembra andare contro, contro vento. Vento di Levante.
Ed ecco che sono state percorse mille miglia, mille e mille miglia… affano e ti trovi su un belvedere, ad osservare il mare e le sue onde, le sue figlie e le sue sorelle, le sue braccia e le sue gambe…e il vento che respira, respiro che diventa soffio e ti spazza la faccia, spinge le pagine del libro che stai leggendo, volta le pagine e mescola le parole scritte con le parole e le immagini nella tua testa.
E poi?
E poi si riparte.

(Scritto nel 2009)


sabato 3 agosto 2013

La cosa migliore mai fatta

C’è stato un momento in cui ho lasciato la sezione della biblioteca dedicata ai ragazzi. Sono uscita. Siamo uscite, io e Marzia. Non dalla biblioteca, ma da quella sezione piena di Gialli Junior della Mondadori che frequentavamo assiduamente. Siamo uscite e siamo entrate nel mondo. 10 anni, dopo di che tutto è cominciato. Marzia con Stanislavskij e io con Goethe fra la mani, come bagaglio. Da lì siamo partite e non siamo più tornate.
 I bambini hanno menti imprevedibili che gli adulti sottovalutano e spesso astacolano...ma noi non ci siamo fatte fermare!
Ora sono 30, anche se dicono che ci aspetta il declino, non mi preoccupo. In fondo il declino è una discesa...si fa meno fatica.
Uscire nel mondo con te, amica mia, è stata la cosa migliore mai fatta.


sabato 1 giugno 2013

Taiwan, l'isola che non c'è e che non tutti possono vedere.(PRIMA PARTE)

Poco tempo fa un compagno di classe dei tempi delle elementari, e poi delle medie, mi ha contattato per chiedermi alcuni consigli sulla Cina, visto che sta programmando un viaggio post dottorato. Io ho risposto aggiungendo che sarebbe stato il benvenuto anche qui a Taiwan.
Passato un po' di tempo mi è arrivata un'altra e-mail in cui mi comunicava del conseguimento della laurea e dei progressi dei suoi piani, fra cui non è compresa Taiwan...perchè, dice lui (e sottolinea senza offesa), al mondo ci sono tanti posti meravigliosi da vedere...e Taiwan non sembra entusiasmante, in poche parole.

A mio parere Taiwan è uno dei posti più incredibili al mondo. E credo che la sua caratteristica più strabiliante sia proprio il fatto che se non la sai guardare ti potrebbe anche lasciare indifferente. Taiwan non ti sciocca. Un occidentale carico di aspettative, quando arriva in Asia si aspetta di essere scioccato, sopraffatto dalla diversità non solo dei volti, ma anche dei paesaggi, dell'architettura, insomma da una cultura dominante completamente lontana dalla propria. Si aspetta a volte di vedere povertà dilagante, o all'estremo opposto, tecnologie ultramoderne e futuristiche. Quindi il bravo turista prepara la sua bella macchina fotografica pronta per quegli scatti che catturano i segni particolari di quella o quell'altra cultura o nazione. Benissimo, niente di male, lo faccio anche io...e amo profondamente viaggiare e vedere la bellezza dei volti e nelle arichitetture più caratteristiche.
Per capirci, una delle differenze fondamentali quando un turista si approccia a Taiwan, è la predisposizione.
Normalmente un viaggiatore che la cui meta è un paese come l'India, la Cina, il Giappone, la Cambogia o la Tailandia e chi più ne ha più ne metta, è preparato, ha già un'immagine, un'idea di quello che vedrà e di come sarà.
E Taiwan? Che non è Tailandia, ma è proprio Taiwan? Di Taiwan chi ne sa niente? Forse la mia generazione si ricorda che prima che il Made in China diventasse un fenomeno dilagante, il Made in Taiwan era molto più che frequente. Ma più di questo? Qualche appassionato di storia che ha approfondito la parte  cinese sa della sua esistenza? Ma a parte questo, chi ne sa niente?
Anche se indubbiamente in questi anni io stessa ho notato un cambiamento per quanto riguarda la conoscenza di e su Taiwan nel mondo....non si puo' certo dire che se ne sappia molto. Se per caso poi se ne viene a conoscenza, si passa spesso attraverso informazioni fai da te dei vari turisti o espatriati, per la maggior parte di origine nord americana che, e questa volta sono io a dire senza offesa, non sempre hanno una visione di quest'isola...non so come dire...allora diciamo che la mia visione differisce molto dalla maggioranza, che le cose che apprezzo e vedo, non sempre sono le stesse..
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Se per gli altri paesi si parte con una scatola piena di riferimenti e un immaginario collettivo molto forte, quando si parte per Taiwan si ha con sè una scatola pressochè vuota, o quanto meno un po' incerta.

Partiamo da Taipei.

Zhongxiao fuxing (foto mia)

Taipei è una capitale, una capitale asiatica, la capitale di un'isola politicamente e storicamente molto controversa. L'area urbana di Taipei conta quasi 7 milioni di abitanti. Ma non sembra.
Taipei, non assomoglia a nessuna capitale al mondo, nemmeno a quelle asiatiche. Taipei alterna ai suoi palazzi moderni, delle palazzine brutte e relativamente nuove. Tra queste spuntano qua e là edifici in stile giapponese, risalenti appunto al periodo in cui era colonia del Giappone, e templi e tempietti di varie epoche e dimensioni. Il fatto è che a Taipei non si tirano giu' interi quartieri con dei progetti ben definiti di ricostruzione, Taipei è naive, segue un cammino tutto suo, cancella, ma non del tutto, innalza grattacieli, ma non troppi...per il resto segue testarda nella costruzione delle sue palazzine a 5 o 6 piani, grige, ma per lo piu' rivestite di piccole mattonelline rettangolari bianche  (come quelle che in Italia comunemente usiamo per i bagni) che ovviamente si sporcano in un batter d'occhio, lasciando trasparire una trasandatezza unica, che non ti permette di decifrare l'età effettiva del palazzo.



 Taipei, questa metropoli, non sembra una metropoli. Se non raramente, Taipei non è coperta da un cielo perennamente bianco. Taipei offre cieli sorprendenti, con cambi di luce affascinandi a seconda delle zone. Taipei non è circondata da montagne. Le montagne costellano l'intera città. Taipei non ha un centro. Taipei è Taipei tutta senza distinzioni, e dopo Taipei comincia la periferia. Taipei ha parchi e parchetti di tutti i generi e dimensioni, è un centro artistico e culturlae vivissimo, delicato,che non si vanta, e per questo rimane accessibile, A Taipei puoi fare la caccia al tesoro, e i tesori sono le caffetterie che hanno carattere, che spuntano a sorpresa, che mischiano design e altro...tante tantissime caffetterie con stile o stili, colorate e intime, dove i locali e i fortunati stranieri si fermano ore e ore a  studiare, lavorare e chiaccherare...Taipei è indubbiamente la capitale del caffè. Taipei ha un sistema di linee della metropolitana, che oltre ad essere eccezionalmente pulite e ordinate, sono anche funzionalissime, ma sopratutto solo parte di queste line viaggia sottoterra, il resto è sopraelevato. La parte sopraelevata della metroplitana di Taipei ti permette di goderti degli spettacoli unici, come l'autunno e le sue foglie malinconiche viste dall'alto, foglie di alberi che riempiono, imbottiscono un viale immenso in piena città.

 Stazione metro (sopraelevata) Linguang (foto mia)

Vista dalla stazione metro Linguang (foto mia)

Taipei ha le terme, ha fiumi e il mare, oltre alle montagne di cui ho già accennato. Ha coltivazioni rigogliose di tè a due passi e case da tè tradizionali che ti incantano. Ha  un sistema di autobus incredibilmente efficiente e comodo, ha la gente di Taipei, unica al mondo. Ha i mercati notturni di cui la gente di Taipei è molto orgogliosa..é una città che si estende in largo e non in altezza, l'altezza è dominio del 101, punto fermo, perno per l'orientamento. Taipei copia ma non scopiazza, prende spunto e interpreta, sperimenta. Affianca al brutto impertinente il bello e insaspettato, e funziona. Il tutto insieme funziona, se la si guarda in complesso funziona anche nelle sue brutture.

Finisco qui per il momento, ma è solo un accenno. Mi scuso per accenti e apostrofi e per tutti gli eventuali errori di battitura, alcuni sono dovuti ad una tastiera internazionale un po' impertinente, gli altri perchè sono scema ;).

mercoledì 15 maggio 2013

【朱天心親愛的】

我認識妳之後妳都沒有離開我, 都一直在我的旁邊。我起床妳在、 我睡覺妳在。我們的關係進度真的很快,快到都決定要一起去美國。不要誤會了,我真的覺得妳很完美,我很愛妳。不過我目前都不知道自己是誰,我未來的路很模糊了…情愛的… 也許我們要認識新的人才可以決定我們真的要這麼的認真…我想…我們先不要那麼常見面…給自己一點空間…
朱天心小姐... give me a break!!!

by 模個文學研究生

mercoledì 27 marzo 2013

Il concetto di Tempo...Parte I

【TEMPO】

Ieri sera prima di cominciare a lavorare, mi davo coraggio. Pensavo, dopo quest\ultimo impegno, solo una dormita mi separa dalla gita al Tianyuan Gong 天元宮. Un pensiero stupendo, un programma che era stato fatto da pochissimo per far fronte allo stress che mi segue in ogni dove, e cerca di attaccarmi su tutti i fronti.
Finito di lavorare, prendo l'ascensore e scendo dal settimo al primo piano (piano terra). E piove.
Piove e mi immagino già tutti i pentalini delicati dei fiori di cigliegio ridotti a poltiglia...miserabili.
Il tempo. Sono fuori tempo. Sono scordinata.
Ho aspettato l'ultima settimana di fioritura per farmi venire in mente che forse potrei vedere un po' dei miei fiori preferiti, invece di sognarli e basta (cosa che faccio veramente, sogno fiori di ciliegio). Ma poi piove.
Arrivo a casa e non mi metto nemmeno la sveglia. Domani e il mio giorno libero e non so che fare. Mi vengono in mente solo i doveri. E il progetto di regalarmi un tempo per me. Di riempire i miei occhi di cose belle. Uffa.
E poi mi sveglio. Tempo grigio...ma non piove. Guardo il bollettino dei fiori...e non ci sono molte notizie confortanti. Che fare?
Caffè. Prima cosa caffè, senza dubbio. Poi mi decido e preparo la borsa per andare comunque verso nord. Xin Beitou. Lì c'è la mia bibliteca preferita. Una costruzione di legno stile giapponese. Se non mi rimane altro da fare che studiare, almeno lo faccio in un luogo ristoratore.
Prendo la metro. Ma non scendo, vado fino in fondo. Danshui. Ho semplicemente deciso di andarci comunque, fiori o no, vado al tempio Tianyuan.
Aspetto, stordita l\autobus. Che arriva e quasi mi sorprende. Il viaggio non è nemmeno lungo.
Arrivo e anche se non riesco a lasciare in un angolo tutto lo stress che mi porto sulle spalle, mi godo quello che vedo.
Il tempo non mi lascia in pace. Questo no.
Ma ancora una volta mi sento un'equilibrista. Cammino su un piede solo sopra un filo, mentre gli altri arti sono tutti impegnati a tenere in equilibrio pile di oggetti di forme diverse. Menomale che faccio yoga.
Arrivo in fondo esausta. Riesco ad arrivare per miracolo, gloriosamente. Alla fine arrivo. Scordinata, ma vincente. Ma io so, io sola so quante cose mi lascio indieto.
Più mi carico di pesi, più il mio cervello si perde in macchinazioni, in visioni allucinate.  
                       

venerdì 15 marzo 2013

Vita Semplice

Avevo 26 anni. Ora ne ho 30.

Nel mentre, sono passati quattro anni vissuti qui. Taiwan. Taipei.

Guardo questa foto e mi vedo giovane. Più giovane. Senza rimpianti.

Questi quattro anni sono stati decisamente, diversi dai precedenti. Intensi e calmi.

Crescere del resto a volte è così.

A volte penso di aver caipto dove voglio andare,che direzione devo prendere.
E invece a volte mi rendo conto, mi ricordo, che non posso sapere dove voglio andare e cosa voglio essere. E' una delle cose che ho imparato. Guardare sempre avanti, in un accezione che non ha nulla a che vedere con il passato, né tantomeno con il futuro. Guardare avanti, semplicemente per vedere cosa c'è di interessante più in là. Guardare. Osservare. Scoprire. Provare. E non è per niente facile da tenere a mente.

Una vita semplice. La cosa più difficile. Mantenersi equilibrati. Senza drammi...oddio!...i drammi!

E poi si ritorna alle solite cose. Cosa voglio, cosa non voglio, cosa mi manca. Cosa mi manca? Per cosa?
Per non sentire più quella fastidiosa sensazione che di sussura che ti manca qualcosa.

Vita intensa qui. La mia semplice vita intensa. Studiare, lavorare e sopravvivere alle due cose, quando nel mentre ti accopagnano pensieri di tutti i tipi, alcuni che vorrei proprio concretizzare. Altri che vorrei semplicemente condividere per il semplice desiderio egoista di comunicare.

Ed ecco. Qui, un inizio. O forse solo un passaggio.


giovedì 19 aprile 2012

天空,你騙了我!

天空,你騙了我! 早上起床時你讓我覺得今天你要送給我大太陽...
後來呢?發生甚麼事?你不舒服嗎?沒力氣?
沒問題,我這一次原諒你, 因為今天在台大散步還是覺得好舒服.
這種模模糊糊的天氣也有它自己的特色:美麗的留戀.