mercoledì 27 marzo 2013

Il concetto di Tempo...Parte I

【TEMPO】

Ieri sera prima di cominciare a lavorare, mi davo coraggio. Pensavo, dopo quest\ultimo impegno, solo una dormita mi separa dalla gita al Tianyuan Gong 天元宮. Un pensiero stupendo, un programma che era stato fatto da pochissimo per far fronte allo stress che mi segue in ogni dove, e cerca di attaccarmi su tutti i fronti.
Finito di lavorare, prendo l'ascensore e scendo dal settimo al primo piano (piano terra). E piove.
Piove e mi immagino già tutti i pentalini delicati dei fiori di cigliegio ridotti a poltiglia...miserabili.
Il tempo. Sono fuori tempo. Sono scordinata.
Ho aspettato l'ultima settimana di fioritura per farmi venire in mente che forse potrei vedere un po' dei miei fiori preferiti, invece di sognarli e basta (cosa che faccio veramente, sogno fiori di ciliegio). Ma poi piove.
Arrivo a casa e non mi metto nemmeno la sveglia. Domani e il mio giorno libero e non so che fare. Mi vengono in mente solo i doveri. E il progetto di regalarmi un tempo per me. Di riempire i miei occhi di cose belle. Uffa.
E poi mi sveglio. Tempo grigio...ma non piove. Guardo il bollettino dei fiori...e non ci sono molte notizie confortanti. Che fare?
Caffè. Prima cosa caffè, senza dubbio. Poi mi decido e preparo la borsa per andare comunque verso nord. Xin Beitou. Lì c'è la mia bibliteca preferita. Una costruzione di legno stile giapponese. Se non mi rimane altro da fare che studiare, almeno lo faccio in un luogo ristoratore.
Prendo la metro. Ma non scendo, vado fino in fondo. Danshui. Ho semplicemente deciso di andarci comunque, fiori o no, vado al tempio Tianyuan.
Aspetto, stordita l\autobus. Che arriva e quasi mi sorprende. Il viaggio non è nemmeno lungo.
Arrivo e anche se non riesco a lasciare in un angolo tutto lo stress che mi porto sulle spalle, mi godo quello che vedo.
Il tempo non mi lascia in pace. Questo no.
Ma ancora una volta mi sento un'equilibrista. Cammino su un piede solo sopra un filo, mentre gli altri arti sono tutti impegnati a tenere in equilibrio pile di oggetti di forme diverse. Menomale che faccio yoga.
Arrivo in fondo esausta. Riesco ad arrivare per miracolo, gloriosamente. Alla fine arrivo. Scordinata, ma vincente. Ma io so, io sola so quante cose mi lascio indieto.
Più mi carico di pesi, più il mio cervello si perde in macchinazioni, in visioni allucinate.  
                       

venerdì 15 marzo 2013

Vita Semplice

Avevo 26 anni. Ora ne ho 30.

Nel mentre, sono passati quattro anni vissuti qui. Taiwan. Taipei.

Guardo questa foto e mi vedo giovane. Più giovane. Senza rimpianti.

Questi quattro anni sono stati decisamente, diversi dai precedenti. Intensi e calmi.

Crescere del resto a volte è così.

A volte penso di aver caipto dove voglio andare,che direzione devo prendere.
E invece a volte mi rendo conto, mi ricordo, che non posso sapere dove voglio andare e cosa voglio essere. E' una delle cose che ho imparato. Guardare sempre avanti, in un accezione che non ha nulla a che vedere con il passato, né tantomeno con il futuro. Guardare avanti, semplicemente per vedere cosa c'è di interessante più in là. Guardare. Osservare. Scoprire. Provare. E non è per niente facile da tenere a mente.

Una vita semplice. La cosa più difficile. Mantenersi equilibrati. Senza drammi...oddio!...i drammi!

E poi si ritorna alle solite cose. Cosa voglio, cosa non voglio, cosa mi manca. Cosa mi manca? Per cosa?
Per non sentire più quella fastidiosa sensazione che di sussura che ti manca qualcosa.

Vita intensa qui. La mia semplice vita intensa. Studiare, lavorare e sopravvivere alle due cose, quando nel mentre ti accopagnano pensieri di tutti i tipi, alcuni che vorrei proprio concretizzare. Altri che vorrei semplicemente condividere per il semplice desiderio egoista di comunicare.

Ed ecco. Qui, un inizio. O forse solo un passaggio.